

















1 - Il Milan balbetta ancora: a Bergamo i rossoneri vanno sotto (Tiribocchi al 21'), l'Atalanta rimane in 10 (espulso Radovanovic), poi entra Ronaldinho e fa l'1-1. Ma Leonardo ha ancora tanti problemi da risolvere...

Il Milan non è guarito, anzi: a Bergamo i rossoneri vanno sotto (segna Tiribocchi al 21'9 e faticano molto a trovare il pareggio, nonostante affrontino il match con l'uomo in più per più di un tempo. Leonardo prova la carta Ronaldinho nella ripresa, e questa volta il suo pupillo non lo tradisce. Suo il gol del pari all'85', ma un punto non lenisce i dolori di una squadra ancora malata. E ancora lontana dal trovare la sua cura.
I rossoneri scendono a Bergamo in tenuta da battaglia: Leonardo disegna un 4-4-2 abbastanza rigido, con Seedorf e Flamini sulle fasce e Pato e Huntelaar preferiti a Ronaldinho. Dall'altra parte Antonio Conte, a caccia della prima vittoria, lancia Pellegrino in difesa e Radovanovic in mezzo al campo; davanti Doni a supporto di Tiribocchi unica punta.
Parte bene il Milan: il possesso di palla è tutto rossonero, con Pirlo e Seedorf che sembrano intendersi perfettamente. Il gioco circola abbastanza fluido nei primi minuti di gioco, anche se non arrivano occasioni di rilievo. E allora ci pensa l'Atalanta a prendere in mano il pallino: Valdes e Radovanovic ci provano dalla distanza, ma senza fortuna. Al 21' la svolta decisiva: Garics mette al centro, Doni non controlla, la sfera arriva a Tiribocchi che fa centro di destro. Atalanta in vantaggio, Milan ulteriormente nel baratro.
I rossoneri ce la mettono tutta e si vede, quello che non cambia, però, è la musica in campo: i giocatori dell'Atalanta sono semplicemente più svelti, più in forma, più 'sul pezzo'. Fatto sta che i padroni di casa producono (Doni alto al 27'), mentre il Milan si affida agli spunti, che non arrivano di Pato e Huntelaar. Al 39' i nerazzurri rimangono in 10 (doppio giallo allo sciagurato Radovanovic, che trattiene indebitamente Pato), nonostante ciò però la palla fatica a circolare quando è tra i piedi dell'11 di Leonardo.
Il mister rossonero ci prova nella ripresa: Dinho al posto di Flamini, per provare l'assalto al fortino atalantino. Antonio Conte, con l'uomo in meno, decide inspiegabilmente di chiudersi e concede il destro agli avversari: leva Tiribocchi, poi è costretto a fare a meno di Doni (Gattuso lo mette ko, ndr) e allora i padroni di casa non possono fare altro che difendersi strenuamente. Il Milan ci prova in tutti i modi, trascinato da Seedorf e Nesta: l'olandese tenta conclusioni da fuori e da dentro l'area, il difensore stoppa e riparte, sostituendo uno spento Pirlo nel ruolo di regista.
Proprio da un'invenzione di Nesta nasce il gol del pari rossonero, dopo che Pato aveva centrato una traversa sanguinosa: l'ex laziale pesca in area Ronaldinho, che ha la lucidità di stoppare di petto e trovare un bel destro al volo che beffa Consigli, fino a quel momento inappuntabile. E' già il minuto 85 e i rossoneri hanno speso tanto. Né Inzaghi (che ha rilevato nel frattempo il solito evanescente Huntelaar), né Pato però trovano lo spunto decisivo.
E allora il Milan si deve accontentare di un punto, uno solo: continua quindi il momentaccio dei ragazzi di Leonardo, che non riescono proprio a trovare il modo di uscire da un empasse che ormai dura da quattro partite (ko a Udine, pari con il Bari, sconfitta con lo Zurigo e pari a Bergamo). Mezzo sorriso il brasiliano lo può spendere per il gol ritrovato (il primo di Dinho, il quarto totale in campionato per i rossoneri): il suo Milan però deve ancora nascere e intanto siamo già alla settima giornata di campionato.
