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Vittoria dei rossoneri per 3-0, grazie alla doppietta su rigore di Kakà e al gol di Inzaghi. Davvero da applausi la prestazione del brasiliano. Il Milan lascia la Juve a due lunghezze portandosi e -7 dall'Inter capolista. E c'è già chi sogna...

Se fa bene o meno, sarà il tempo a deciderlo, ma un verdetto, questo campionato, lo ha già dato. Al Milan quest'anno è mancato Kakà. Da troppo tempo infortunato e senza aver mai raggiunto la perfetta condizione fisica, da mesi corteggiato da Real Madrid, Manchester City e United, oggetto preferito dei rumors di calciomercato, l'uomo capace di mobilitare mezza città (quella di sponda rossonera), il brasiliano oggi ha dato saggio di chi è, mostrando davvero tutto il suo repertorio. Chissà... se il Milan avesse potuto contare sul suo Fenomeno (siamo certi che Ronaldo gli presterà il termine), staremmo qua a parlare dello stesso campionato? Una domanda che resterà senza risposta certa, a cui potremmo provare a dare risposta cercando nel match contro il Palermo qualche indizio.
Un Palermo che è uscito sconfitto 3-0, dopo aver subito 2 rigori e un espulsione, che non ha demeritato da giustificare un pesante così passivo, ma che si è dovuto scontrare con qualcosa che in questa stagione ancora non si era visto. Un Milan in grande spolvero, un Kakà meravigliao, come direbbe Arbore, come non si vedeva da tempo.
Certo ci si può attaccare al fatto che il primo rigore concesso dal direttore di gara sia stato quantomeno generoso, o che il Palermo abbia giocato buona parte del secondo tempo in inferiorità numerica, ma la verità è che il Milan, questo Milan, oggi avrebbe vinto comunque. Con buona pace di Ronaldinho, panchinaro di prestigio e Sheva, ridotto a fare la riserva per permettere ad Inzaghi la solita standing ovation. Per le polemiche, però, ci sarà tempo. Quello che in casa Milan ora interessa è che, anche se potrebbe essere solo per poche ore, l'Inter è "solo" a 7 lunghezze.
Nella domenica in cui Francesco Totti è entrato nella top 10 dei migliori marcatori di sempre in Serie A, anche Filippo Inzaghi ha voluto mandare un bel 'reminder' a chi pensasse di potersi facilmente dimenticare di lui: la tripletta contro il Torino FC nella vittoria per 5-1 dell'AC Milan porta i Rossoneri a pari punti con la Juventus e restituisce al bomber le prime pagine dei giornali - questa volta sportivi e non di gossip.
Giovane dentro
Non è stata una stagione semplice quella di Inzaghi, che non ha potuto giocare con continuità causa infortuni, e qualcuno era già pronto a far partire il Requiem per lui. Niente da fare, evidentemente certi giocatori ingannano anche l'anagrafe e a 35 anni Inzaghi scatta ancora come un grillo. Chiedere ai difensori del Toro, per conferma: l'ex attaccante della nazionale è scappato più volte alla trappola del fuorigioco. Il piacentino è uno che si ricorda tutti i gol che ha fatto, che dice "alle statistiche penserò a fine carriera" ma poi si tradisce e corregge i giornalisti - guai a loro se gli tolgono un gol.
Gol pesanti
Carlo Ancelotti ha deciso di toglierlo a metà ripresa per concedergli la standing ovation di San Siro, come regalo. Ma lui non sembra aver gradito, più concentrato sul fatto che nei minuti restanti avrebbe potuto aumentare il suo score che sugli applausi dei tifosi in visibilio. Non ha il piede fatato di Kakà, la tecnica di Andrea Pirlo, ma Inzaghi ci mette il cuore e i polmoni. Anche nelle amichevoli. E per questo i tifosi gli perdonano tutto, anche un gol sbagliato a porta vuota. La doppietta nella finale di UEFA Champions League del 2007, le tre triplette contro Giancarlo Camolese, i gol segnati in giro per l'Europa. E i complimenti di Josè Mourinho, uno poco abituato a vedere l'erba del vicino più verde della sua con Inzaghi ha fatto un'eccezione. Solo questo conta.
'Avanti così'
"Questa è la mia decima tripletta in campionato", ha detto Inzaghi dopo la partita, giusto per confermare che lui ai numeri non dà molta importanza. "Il mio obiettivo è andare avanti così: ogni settimana leggo che al Milan manca un attaccante di peso, che non segno di testa, e io mi diverto così". In questa stagione, in effetti, Inzaghi ha segnato in ogni modo possibile: di destro, sinistro e testa. Gli manca una rete di spalla, o di coscia, ma nel suo repertorio ha fatto vedere di saper fare anche questo. Ora si gode l'aggancio alla Juventus, ma tiene i piedi per terra: "Allo Scudetto non possiamo pensare, abbiamo 10 punti dall’Inter, è impossibile. Ma questa squadra, al di là di ciò che leggo, ha ancora un futuro". Al momento Inzaghi è quarto nella speciale classifica dei marcatori italiani, con qualcosa come 304 gol in tutte le competizioni - davanti a lui Roberto Baggio (318), Giuseppe Meazza (338) e Silvio Piola (364). Il 'codino' è nel mirino.
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(nella foto: RICKY KAKA' ESULTA DOPO IL RIGORE IN MILAN-PALERMO 3-0)
MILANO - Queste le dichiarazioni rilasciate dai rossoneri al termine di Milan-Palermo 3-0:
FILIPPO INZAGHI:
"E' sempre bello riuscire a segnare. Sto vivendo un bel momento come è successo al termine della scorsa stagione che ho concluso realizzando molti gol. Ci tenevo anche per questo a segnare oggi. Devo ringraziare la squadra che mi mette sempre nelle condizioni migliori per arrivare in porta e poi è un momento in cui mi sento davvero bene. Quando sto bene fisicamente tutto mi viene più semplice, poi giochiamo insieme da tanti anni e lì davanti ci conosciamo bene e ci divertiamo.
L'unico rammarico di oggi potrebbe essere il fatto che questo Milan meriterebbe di avere più punti, ma purtroppo i numerosi infortuni hanno condizionato la stagione. Adesso che piano piano stiamo recuperando giocatori fondamentali anche il gioco è migliorato. Adesso abbiamo a disposizione cinque partite per continuare a fare bene e consolidare il terzo posto. Questo Milan è da marcia scudetto, se non avessimo perso qualche punto e fossimo riusciti a pareggiare il derby, ad oggi saremmo solo a quattro punti. Ma adesso non serve più guardare indietro, ma dobbiamo pensare al futuro e continuare a fare bene adesso che siamo in un buon momento. Abbiamo giocato due partite in casa molto belle, soprattutto perchè siamo riusciti a chiuderle nel primo tempo. Con il rientro di giocatori importanti come Kakà il mister adesso ha l'imbarazzo della scelta nel decidere la formazione, ma se pensiamo ad un mese fa eravamo contati. Domenica andremo a Catania, dovremo vincere a tutti i costi per consolidare il terzo posto."
GIANLUCA ZAMBROTTA
"Sono diverse partite che stiamo giocando un buon calcio: riusciamo ad arrivare spesso alla conclusione e ad andare a rete. Inoltre prendiamo pochi gol. Speriamo di continuare in questo modo sperando in un passo falso di chi ci sta davanti in classifica.
Flamini a destra sta facendo bene, si sacrifica e sta dando un grande contributo alla squadra. Con l'impiego di Mathieu a destra io sono tornato a sinistra, dove avevo iniziato. Ci vuole un po' per riabituarmi in questo ruolo, ma mi trovo comunque bene.
Favalli è un giocatore importante per la nostra squadra, ha sempre giocato ad alti livelli e lo sta ancora facendo. La sua grande esperienza è importante per la nostra difesa.
Abbiamo visto anche un bel Kakà, speriamo che continui a fare bene così, ha ripreso a giocare ai suoi livelli.
Tra due settimane affronteremo la Juventus, la gara di andata è stata particolare per me. Speriamo di arrivare a quella sfida con un piccolo margine di vantaggio sui bianconeri perchè la Juve è una grande squadra e può metterci in difficoltà, ma noi dobbiamo continuare a vincere sperando in un passo falso dell'Inter."
RICKY KAKA'
"Il nostro rammarico più grande riguardo a questa stagione sono stati i numerosi infortuni che ci hanno coinvolto. Non parlo solo del mio, ma di quelli di tutta la squadra perchè con tutto l'organico a disposizione questa squadra può fare ottenere davvero grandi risultati.
E' stata una bella partita, personalmente sono riuscito a giocare e a divertirmi. Se prima di questa sfida avevo detto di non essere ancora al cento per cento, con la gara di oggi dico che mi sto avvicinando ad essere al cento per cento perchè ogni partita che gioco mi è utile per ritrovare la condizione.
La squadra è in un buon momento, sono un po' di partite che stiamo giocando bene, stiamo crescendo in una fase importante della stagione, adesso siamo concentrati sui nostri obiettivi.
Il mister sceglie la formazione da schierare in campo in base agli avversari e la sua scelta tra Seedorf e Ronaldinho è determinata dal fatto che sono due giocatori con caratteristiche diverse. Certamente Ronaldinho, come tutti i giocatori, non è contento di essere lasciato in panchina, perchè tutti i giocatori vorrebbero giocare sempre. Lui però si fa trovare sempre pronto, si è allenato sempre. Adesso che giochiamo solo il campionato è difficile trovare spazio per tutti e ci sono così giocatori che giocano meno, ma il prossimo anno che saremo competitivi su più fronti ci sarà certamente più turn-over."
CLARENCE SEEDORF
"Dobbiamo crederci fino alla fine, perchè oggi è arrivata una vittoria importante che ci ha portato a meno sette punti dalla vetta, vedremo cosa accadrà stasera.
Siamo comunque concentrati già da adesso sulla sfida contro il Catania perchè sarà una partita chiave per mettere al sicuro la qualificazione alla prossima Champions League, poi dopo penseremo alla sfida contro la Juventus."
(NELLA FOTO D'ARCHIVIO: ADRIANO GALLIANI)
MILANO - Il Vicepresidente e Amministratore Delegato del Milan, Adriano Galliani, a margine dell'Assemblea che si è tenuta questo pomeriggio con inizio poco dopo le ore 16.00 a Milano in via Paleocapa, sede di Fininvest S.p.A., e da lui stesso presieduta ha rilasciato all'uscita le seguenti dichiarazioni:
SUL BILANCIO NEGATIVO
“Il Milan sconta la mancata partecipazione alla Champions League. Un club come il Milan non può permettersi di rimanere fuori dalla Champions League per due anni consecutivi, quindi ora siamo concentrati solo sulla riconquista di un posto nella massima competizione europea per club.”
Il problema degli stadi italiani e quello legato ai falsi nell’abbigliamento calcistico incide sul bilancio, come ha spiegato l’Amministratore Delegato Rossonero:
“Purtroppo noi italiani siamo gli unici ad avere i falsi nell’abbigliamento e questo incide sul fatturato. Dieci anni fa fatturavamo più del Real Madrid e del Barcellona, ora quasi la metà. Purtroppo oggi c’è una correlazione diretta tra fatturato e risultati sportivi e infatti il Milan è secondo in campionato e ha il secondo budget tra le squadre italiane. Per farvi un esempio, i club inglesi oggi fatturano quasi il doppio di noi.
Inoltre, noi in Italia, abbiamo anche una tassa che si chiama IRAP e quando vado all’estero, spesso mi interrogano stupiti su cosa sia. Il Milan paga sette/dieci milioni all’anno di IRAP e il problema sta nel fatto che questa tassa si paga sia sugli stipendi che sulle plusvalenze. Se vendo un giocatore, quindi, devo pagarci sopra il 4% di tasse.”
SULL’EVENTUALE INGRESSO DI UN AZIONISTA DI MINORANZA
“Non è prevista nessuna cessione di quote né di maggioranza né di minoranza. “
SUI CORI NEI CONFRONTI DI BALOTELLI
“I cori rivolti a Balotelli in occasione di Juventus-Inter, non penso fossero di stampo razzista. Credo piuttosto che fossero dettati da altri motivi. Il problema è che in Italia noi tifosi siamo abituati a tifare contro gli avversari e non solo a favore della nostra squadra.”
Il Milan è sempre di più al centro delle indiscrezioni di mercato. Secondo il Daily Star Ancelotti si sarebbe accordato con il Chelsea, dalle nostre parti si parla invece di un avvicinamento del Milan al centravanti juventino. E Beckham ha pagato 10 milioni di dollari per restare a Milanello
In Italia tutto tace. In Inghilterra, invece, le speculazioni aumentano di giorno in giorno. Ancelotti al Chelsea? Il matrimonio pare già fatto. Questo, almeno, secondo gli scatenati tabloid britannici. L'ultima sparata in ordine di tempo è quella del Daily Star, non la più autorevole delle testate a dirla tutta.
Secondo l'edizione odierna del quotidiano in questione, comunque, il tecnico del Milan avrebbe detto sì ai Blues proprio all'inizio di questa settimana. E, ora, si starebbero mettendo a punto i dettagli del contratto che lo legherà al club londinese. Abramovich avrebbe scelto Ancelotti per via del suo atteggiamento aziendalista, essendo alla ricerca di un manager disposto a lavorare più sul campo che in sede di mercato.
Il Daily Star, però, si spinge oltre. E arriva a sostenere che il Milan avrebbe trovato il sostituto del tecnico di Reggiolo in Frank Rijkaard. Un'ipotesi che, dalle nostre parti, pare decisamente più remota rispetto alle candidature di Leonardo e Massimiliano Allegri.
Sarà. Intanto il Milan inizia a guardare al futuro, cercando rinforzi sia in difesa che in attacco. Per la retroguardia si sono alzate, e non poco, le quotazioni del difensore dell'Udinese Felipe, per il quale basterebbero 8 milioni di euro. Con due in più, invece, si potrebbe arrivare all'amico di Thiago Silva, Miranda del San Paolo.
Non manca invece una sorpresa per il ruolo di centravanti. E le ultime indiscrezioni parlano di un interessamento per David Trezeguet, in piena rotta con Claudio Ranieri. Se la Juventus dovesse davvero confermarlo, il Milan diverrebbe il miglior offerente, considerando il raffreddamento nei confronti del francese del Barcellona.
Difficile calcolare il costo dell'operazione. Facile, invece, è stato calcolare quanto David Beckham ha speso per restare in rossonero. Il commissioner della MLS, Don Garber, ha infatti dichiarato di aver ricevuto 10 milioni di dollari dall"inglese. Una cifra non da poco scucita di tasca propria da Beckham in persona. Uno che, però, secondo le stime di Forbes, all"anno ne porta a casa 43.